Cosa Faccio

FORMAZIONE

“Non si smette mai di imparare”, dice qualcuno.

Mi piace pensare alla formazione come ad un’occasione non tanto per imparare cose nuove, ma per divenire più consapevoli di qualcosa che già si conosce.

Creo percorsi formativi per organizzazioni e per singoli individui, in particolare per le nuove generazioni.

Dopo un momento iniziale di incontro con le persone chiave dell’organizzazione, strutturo un progetto di formazione che possa incontrare le esigenze formative emerse.

I percorsi formativi che organizzo non sono lezioni-monologo, ma uno spazio di apprendimento che alterna momenti teorici volti alla creazione di un linguaggio comune tra i partecipanti a momenti di coinvolgimento attivo degli stessi attraverso la formazione esperienziale, sia che l’attività sia svolta in presenza che online.

La struttura e la durata dei percorsi formativi sono variabili, in funzione delle esigenze dell’organizzazione.

GESTIONE DEL CAMBIAMENTO

Contaminazione intergenerazionale

Sviluppo delle soft skills

CONSULENZA

Così come per un essere umano che nasce e cresce, ad ogni stadio di vita dell’organizzazione corrispondono bisogni da soddisfare e problemi da affrontare. Gestire un’organizzazione significa innanzitutto coordinare persone che sappiano identificare e affrontare i problemi e le opportunità proprie dello stadio di vita in cui si trova l’organizzazione.

Nel mio lavoro accompagno team di persone che hanno bisogno di essere aiutate a dare ordine alle priorità e a confrontarsi in modo costruttivo al fine di trovare quelle soluzioni che permettano all’organizzazione di evolvere nella direzione desiderata.

L’organizzazione è fatta di “diamanti”, di persone che insieme hanno già tutto ciò che serve per rispondere alle sfide dell’organizzazione. Il mio ruolo non è di suggerire una soluzione a chi mi coinvolge come consulente, ma di accompagnare i diamanti dell’organizzazione a  condividere una visione di insieme al fine di far emergere le soluzioni da implementare.

Dopo una fase iniziale di incontri con le persone chiave dell’organizzazione volti ad identificare le esigenze e le priorità, viene definito un programma di sviluppo che può includere a titolo di esempio la revisione della visione, della missione e degli obiettivi, la revisione della distribuzione di ruoli e responsabilità e dell’organigramma, il coinvolgimento delle persone nei processi informativi e decisionali, attivazione di gruppi di lavoro, le dinamiche del passaggio generazionale.

Il mio obiettivo è raggiunto se, al termine del percorso di accompagnamento, l’organizzazione è in grado di continuare il processo di individuazione e risoluzione delle criticità e quindi di evolvere in modo autonomo, senza l’intervento esterno.

Gestione dei millennials

Leadership development

Contaminazione intergenerazionale

Facilitazione

“Queste riunioni sono inutili”. Affrontare un problema e prendere una decisione in gruppo è parte della quotidianità di qualsiasi organizzazione sia essa un’azienda, un’associazione di volontariato, un’istituzione. Sarebbe ideale poter confrontarsi apertamente per individuare una soluzione condivisa da tutti. La realtà purtroppo è spesso diversa: confrontarsi in gruppo può essere faticoso se non addirittura un’ardua impresa. A volte le riunioni si trasformano in lunghe discussioni che finiscono in conflitti e in un nulla di fatto. Altre volte prevale il monopolizzatore della discussione che non dà spazio al punto di vista degli altri. Si cercano soluzioni di convenienza, per il quieto vivere, che creano le premesse per conflitti futuri. C’è chi teme quel momento di riunione e confronto al punto che preferisce evitarlo.

I momenti di riunione non dovrebbero mai mancare nella quotidianità di un’organizzazione. Il facilitatore è una figura che può essere individuata esternamente ad un gruppo di lavoro per aiutare i partecipanti a confrontarsi e raggiungere una decisione condivisa. Non si tratta di un tecnico della problematica affrontata chiamato a dare consiglio sulla soluzione da adottare; il facilitatore svolge un ruolo di integratore, neutro alla discussione, agendo per il bene del sistema. Attraverso l’uso di alcuni strumenti, il facilitatore-integratore guida il processo di confronto e di presa delle decisioni assicurando che tutti i partecipanti possano dar voce alle proprie idee ed opinioni arrivando ad una soluzione condivisa da tutte le persone coinvolte.