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Talento, management, bellezza.

Un fiore, un musicista, un manager. Come riconoscere e coltivare il talento dei giovani in azienda.

Hakol b’yadecha

Ognuno di noi ha tra le mani un tesoro di inestimabile valore e la responsabilità di scegliere cosa farne.

L’uomo che piantava gli alberi

Chi l'avrebbe mai detto che "L'uomo che piantava gli alberi" esistesse davvero e vivesse a soli pochi chilometri da casa?
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L’arte di fare domande… killer

Cosa significa essere un buon capo per le nuove generazioni di giovani? Significa aiutare il giovane a fare chiarezza del problema da affrontare ponendo le domande giuste.
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Voglio andare sulla Luna

In tanti sognano di raggiungere la Luna. SpaceIL è un esempio virtuoso di contaminazione intergenerazionale: l'unione vincente tra un saggio imprenditore e filantropo e tre giovani ingegneri.
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Milionari si nasce

A volte la vita sembra aspettarti al varco con degli incontri inaspettati, quasi a svegliarti dal torpore della quotidianità, a ricordarti una lezione importante. E così è stato incontrando Alessandro Invernizzi, giovane imprenditore, che mi ha ricordato il valore del tempo.
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Ascolto, umiltà e silenzio

I musicisti e i monaci possono darci grandi lezioni di leadership. Essere leader richiede l'avere capacità di ascolto, di sé stessi e degli altri, ma di essere anche capaci di umiltà e di silenzio.

Fiducia. Il secondo “pilastro” della leadership.

Cambiare lo status quo è uno degli obiettivi di chi vuol essere leader. Per farlo è necessario creare una squadra di persone. La sfida a volte è impegnativa e l'unico modo per arrivare fino in fondo è coltivare una relazione di fiducia reciproca.

Amore. Il primo pilastro della leadership.

Cosa muove una persona a farsi vero leader? Morrie, umile professore universitario lo ha testimoniato e raccontato nel libro che parla della sua ultima avventura come relatore di tesi.
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Sf…ortuna o opportunità?

Quando tutto sembrava finalmente avesse trovato un equilibrio, ecco arrivare il coronavirus a complicare la situazione. Tutto fermo, scuole chiuse. I ragazzi che facilito hanno l'umore a terra: tanti sforzi per far partire progetti e poi, d'improvviso, il lavoro fatto è da cestinare. O forse no. Una lezione che vale più di tanti anni di studio.